Perchè di pensieri ne ho fatti, tanti, una coda di alfabeti incollati dietro di me; tanti da potermi specchiare se, in un attimo di infantile spensieratezza, mi mettessi a girare su me stesso, leggendomi nella stessa scia alla base del vortice.
E che non sia solo un'ora, un'ora d'aria. Perché non ci sono carcerati, non ci sono sbarre, solo spazio in cui spalmarsi. C'è da decidere la lama ... e poi dritto, rovescio ... dritto e rovescio ...
La conseguenza è dunque una taciturna sopportazione di me con me, senza scambi di parole, ormai un matrimonio a carburante inerziale, tipo non scambiarsi un bacio finita la colazione, non una carezza prima di addormentarmi.